lunedì 10 giugno 2013

Ballottaggi Roma

Ballottaggi: seggi chiusi alle ore 15, al via scrutinio

Secondo il primo instant poll per La7 per le comunali di Roma - con una copertura dell'80% del campione - il sindaco uscente Gianni Alemanno si ferma al 39,5%

10 giugno, 15:33

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Spread BTP Italia/BUND 10 Anni


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mercoledì 16 maggio 2012

La tragedia greca

Un’altra debacle, dopo un lunedì nero. Si è chiusa così la giornata di oggi alla borsa di Milano, dove l’indice Ftse Mib ha perso oltre due punti e mezzo percentuali, dopo la flessione del 2,7% registrata ieri. A condizionare negativamente i listini è stata ancora una volta la Grecia, che a giugno andrà a nuove elezioni poiché ad Atene non è stata raggiunta un’intesa per la formazione di un nuovo governo.
A ben guardare, da qualche giorno le borse sono zavorrate da un mix di fattori, quasi esplosivo:  la crisi sistema creditizio spagnolo, la svalutazione dell’euro e lo spread tra Btp e Bund, che è tornato  nuovamente sopra i livelli di guardia, cioè attorno a 450 punti base.
Come se non bastasse, a impensierire gli investitori si è aggiunta pure l’agenzia di rating Moody's che ha declassato ben 26 banche italiane. E così, mentre l’Europa cerca faticosamente una via di uscita dalla crisi (soprattutto dopo l’inediamento di oggi del neopresidente francese, Francois Hollande ), il 2012 si profila ancora come anno difficilissimo per gli investitori, dopo l’effimero sprint dei listini dei mesi passati.
In questo scenario, gli esperti delle case d’affari invitano ovviamente a non farsi prendersi dal panico ma a studiare bene le proprie mosse, per non arrivare impreparati di fronte a possibili, nuovi scossoni dei listini. Ecco, di seguito, una guida per chi, in questo momento difficile, vuole gestire i propri risparmi con 3 categorie di strumenti finanziari: azioni, bond e titoli di stato.

sabato 28 aprile 2012

IMU. MARONI NON CI STA.

Maroni sollecita la disobbedienza fiscale per l'IMU.
La Lega Nord carica a testa bassa sulle tasse e lancia la rivolta fiscale contro l’Imu, facendo leva sui sindaci del Carroccio. L’iniziativa che sarà promossa martedì prossimo, è stata spiegata da Roberto Maroni, in una piena giornata di campagna elettorale in vista delle amministrative di domenica 6 maggio.

Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano incalza il governo sulla necessità di abbassare le tasse, e preannuncia una proposta di legge del Pdl per compensare i crediti delle imprese verso lo Stato con un eguale taglio delle imposte. Il Pd, con toni meno battaglieri, chiede comunque al governo di dare «un segnale» a famiglie e imprese prima delle scadenze di giugno.

La «rivolta fiscale» contro l’Imu è stata spiegata da Roberto Maroni. La lancerà martedì a Zanica (Bergamo), in occasione del “Lega Unita Day”, il secondo raduno per esorcizzare lo spettro degli scandali che hanno toccato il partito. «Promuoveremo - ha detto l’ex ministro dell’Interno - la disobbedienza civile e l’opposizione fiscale, in modo da non mettere nei pasticci i cittadini». «Coinvolgeremo i nostri oltre 500 sindaci - ha aggiunto Maroni - perché diano copertura a chi aderirà alla nostra iniziativa. La gente non deve scendere in piazza, ma deve fare obiezione fiscale. Allora sì che salterà il banco».

Maroni spera di intercettare la rabbia di tutti i sindaci, che il 24 maggio hanno in programma una manifestazione promossa dall’Anci. I primi cittadini sono arrabbiati, come ha spiegato oggi Giuliano Pisapia, perché essi devono far pagare l’Imu ai cittadini ma l’imposta andrà tutta nelle casse dello Stato, mentre quelle dei comuni sono davvero in crisi.

Addirittura Pisapia ha aperto alla possibilità di convergenze tra sindaci e Lega: «Se ci sono, su battaglie giuste, possibilità di unità di intenti e di azione credo sia dovere di un amministratore perseguirle». E Pisapia ha convenuto pure sulla giustezza di un’altra proposta di Maroni, quella che i comuni disdicano il contratto con Equitalia per la riscossione delle imposte comunali: Cosa prevista, peraltro, dal decreto sviluppo del 2011 e mai attuata dai sindaci per la difficoltà di riscuotere in proprio. Tant’è vero che Pisapia ha escluso che Milano lo faccia. «Vadano avanti i piccoli comuni» ha detto.

E sull’Imu e sulla eccessiva pressione fiscale ha battuto anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, impegnato nel difficile equilibrio di tenere aperto un filo con la Lega, sostenere il governo Monti e arginare la spinta degli ex An per le urne anticipate («non abbiamo nessun problema con gli amici che provengono d An» ha però assicurato). Alfano, rivolgendosi al governo Monti, ha detto che «la prima misura per la crescita» è abbassare le tasse, la prima delle quali è proprio l’Imu, che andrebbe «alleggerita» grazie al taglio delle spese inutili.

Sulle troppe tasse ha convenuto il neopresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, «Il nostro Paese è più che sufficientemente tartassato» con una pressione fiscale che «è a un livello che non è più ragionevole».

Alfano ha pure annunciato che il Pdl presenterà una proposta di legge che preveda «la possibilità per gli imprenditori che vantano crediti verso lo Sato di non pagare le tasse fino all’ammontare del loro credito». Proposta già presentata come emendamento a diversi ddl del governo e sempre respinta dell’esecutivo, che ha debiti per 70 miliardi verso le imprese.

Questa proposta, come le parole sull’Imu, hanno suscitato la reazione positiva degli imprenditori, con Confedilizia che ha chiesto ad Alfano di passare dalle parole ai fatti, «impedendo che nell’ambito del ddl lavoro, si porti dall’85% al 95% la tassazione sui canoni d’affitto».

martedì 27 marzo 2012

Rapporto OCSE

"Nei paesi con una crescita persistentemente bassa come l’Italia - spiega l’Ocse - c’è la necessità di tornare a un cammino di crescita più forte e migliorare la competitività". Secondo l’organizzazione di Parigi "il consolidamento di bilancio è ora in corso in tutti i paesi" ma "ogni ripresa nell’area euro rimarrà fragile finché gli squilibri sono irrisolti". Per l’Ocse l’Italia è "in una migliore posizione per quanto riguarda il livello del suo deficit" ma "necessita anche di rafforzare la sua capacità di credito". L’organizzazione parigina fa notare anche che "i governi di Grecia, Irlanda e Portogallo hanno perso accesso al mercato, mentre i tassi di interesse sul debito governativo in altri paesi, come Italia e Spagna, sono a livelli insopportabili".

Riforme, servono decisioni ferme

Solo con un "ambizioso pacchetto di riforme, la crescita potrà irrobustirsi. "Un aumento della crescita - spiega l'Ocse - è essenziale per fortificare le finanze pubbliche e ridurre il debito pubblico, così come per alzare i livelli di reddito". Le prospettive di crescita a lungo termine sono per l’Eurozona destinate al ribasso, se non si metterà mano alle riforme. Occorrono quindi decisioni ferme. Secondo l’Ocse il consolidamento di bilancio è "necessario con una politica monetaria che continua a mantenere la stabilità dei prezzi. La domanda domestica è debole, specialmente nei paesi che affrontano dure crisi finanziarie e fiscali, e ci sono molto rischi al ribasso".

Evitare il "periodo morto"

Il timore dell'Ocse è che l’eurozona sia entrata o stia entrando in una specie di "periodo morto" nel quale i governi hanno avviato una fase di restrizione di bilancio che durerà "molti anni" e riforme strutturali che non hanno effetti a breve termine sull’attività economica. "C’è il rischio - si legge nel rapporto sull'Eurozona - che l’ampio consolidamento dei bilanci pubblici e un deleveraging (disinvestimento finalizzato alla riduzione della leva finanziaria) eccessivo delle banche possa avere un effetto negativo a breve sulla domanda prima che si materializzi l’impatto positivo delle finanze pubbliche risanate e delle riforme sulla crescita".

lunedì 26 marzo 2012

Oro, Petrolio e Spread

I  principali listini europei chiudono la seduta in rialzo, dopo un'apertura incolore, grazie alle parole del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke  che ha lasciato intendere che per sostenere la ripresa Usa il costo del denaro resterà ai livelli attuali ancora per un po' di tempo. Milano, così, chiude in rialzo dello 0,81% dopo una mattinata in territorio negativo, acquisti anche nel resto del Vecchio continente dove Londra sale dello 0,82%, Francoforte dell'1,2% (anche grazie alla pubblicazione dei buoni dati Ifo sulla fiducia delle imprese) mentre Parigi guadagna lo 0,74%. Seduta in rialzo anche per Wall Street: il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq guadagnano tutti l'1%.

Tra i titoli in evidenza a Piazza Affari spicca Telecom Italia Media con un rialzo del 6,54% a 0,1728 euro. Ad accendere l'interesse sul titolo è il ritorno delle voci su un possibile ingresso di Urbano Cairo nel capitale della società. Il differenziale di rendimento tra i titoli a 10 anni italiani e tedeschi è in restringimento a quota 308 punti dopo aver chiuso a 318 venerdì e aver aperto a 329 questa mattina. Sul mercato secondario le obbligazioni decennali sono scambiate al 5,008%, i 5 anni al 4,057% e i titoli biennali al 2,422%.

Sul fronte valutario, dopo una mattinata in ritirata dai picchi della scorsa settimana, l'euro è tornato a guadagnare rispetto al dollaro, sfondando quota 1,3 per la prima volta dal primo marzo, sostenuto dall'annuncio che la Germania ha aperto al possibile aumento, seppur temporaneo, delle risorse a disposizione dell'Europa per il salvataggio dei paesi in crisi.

Sul fronte macro economico, a marzo l'indice tedesco Ifo, termometro della fiducia delle imprese tedesche, sale per il quinto mese consecutivo e si attesta a quota 109,8 punti. Il dato è in lieve aumento rispetto ai 109,7 di febbraio (numero leggermente rivisto al rialzo, sempre oggi, dai 109,5 indicati il mese scorso) ed è anche meglio delle previsioni degli esperti, che si attestavano a 109,5. Nel frattempo l'indice del clima di fiducia dei consumatori italiani aumenta a marzo a 96,8 da 94,4, il dato più alto da luglio. L'Istat ha inoltre rilevato che aumenta l'indice della componente economica generale (a 87,4 da 86,8) e, in misura più marcata, quello riferito alla situazione personale (a 100,1 da 97,5). Le aspettative sull'andamento generale dell'economia italiana restano quasi stabili, mentre peggiorano quelle sulla disoccupazione. Negli Usa, invece, a febbraio sono diminuiti dello 0,5% i compromessi per gli acquisti immobiliari.

In Asia, questa mattina, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi poco mossa (+0,07%), in una seduta segnata da spunti deboli. L'indice Nikkei si attesta a quota 10.018,24, in progresso di 6,77 punti, mentre lo yen si è mantenuto stabile contro le principali valute. Nel resto dell'Asia Hong Kong ha chiuso in rialzo dello 0,28%, Shanghai ha perso lo 0,34% e Seul lo 0,38%. A pesare sui listini c'è una stagione delle trimestrali meno buona del previsto e la preoccupazione per una flessione della domanda cinese.

Seduta in rialzo per il petrolio a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,2% a 107,23 dollari al barile. Oro senza sostanziali variazioni: il lingotto (consegna spot) viene indicato a 1.662,93 dollari l'oncia, azzerando il +0,5% che aveva guadagnato nel corso degli scambi. Il leggero calo (-0,2%) l'argento a 32,155 dollari l'oncia.

Calo spread

Spread BTP/Bund stabile a 312 punti base nel primo pomeriggio. Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali del debito italiano e del debito tedesco aveva avviato la seduta a 328 punti base e in queste ore incorpora per il BTP italiano di riferimento un rendimento del 5,04 per cento. Da segnalare stamane il collocamento di titoli tedeschi a 12 mesi Bubill per 2,73 miliardi di euro. Il rendimento è rimasto invariato allo 0,077 per cento e il rapporto di copertura è sceso a 1,4.